SANTA MARIA DEL CARMINE
 
La facciata e il lato est

La facciata della chiesa di Santa Maria del Carmine, costruita in laterizio nel 1462 e a noi giunta intatta nel suo impianto fondamentale, si presenta suddivisa in quattro specchiature da lesene in cotto e pietra, a svelare la scansione interna dell'edificio: la navata centrale, le laterali, il profilo delle cappelle disposte lungo il lato destro della struttura. Un fregio ad archetti intrecciati la suddivide in altezza tracciando due ordini sovrapposti e delineando il profilo spezzato del fronte, coronato da sei pinnacoli in cotto. Nell'ordine superiore un'ampia finestra a lunettone – riconducibile ai lavori di ammodernamento che dagli inizi del XVII secolo avevano visto il progressivo occultamento delle travature interne attraverso la costruzione di una volta a botte – lascia intravedere resti della cornice dell'originale rosone quattrocentesco. Al centro di ciascuna specchiatura laterale dell'ordine inferiore campeggia una monofora trilobata, la cui incorniciatura a maioliche colorate e decorate a motivi floreali e teste leonine denuncia la chiara matrice rinascimentale.
Nella specchiatura centrale un magnifico portale introduce all'edificio.
Un bassorilievo di datazione e autografia incerta, raffigurante una Madonna con Bambino, è murato nella lesena destra della facciata. Particolarmente interessante è la soluzione adottata nella struttura del basamento che corre lungo l'intera facciata, forgiato a panca. Il piccolo sagrato antistante è delimitato da un muro che, attraverso due scalinate, scende a livello del piano stradale.
La suggestione della facciata della chiesa continua nel susseguirsi della linea dei tetti a capanna delle singole cappelle del lato orientale, lungo circa un centinaio di metri e con profilo a dente di sega coronato da simili pinnacoli in cotto. Ogni cappella è separata all'esterno da eleganti lesene in cotto e pietra viva innestate sul lungo basamento con cornice gotica. Alcune di queste conservano, murati all'esterno, bassorilievi raffiguranti stemmi delle famiglie gentilizie patrone delle singole cappelle.

Bibliografia:
Mezzanotte, Volta, Prestini 1991, pp. 36-38
Vito Zani, in Percorsi di scultura 2010, p. 45
 
   
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