Le Corali in parrocchia a San Faustino
 

Nella nostra parrocchia cerchiamo di educare tutti al canto e per questo sono sorte diverse realtà che approcciano alla musica gente di tutte le età.

Il CORO DEI BAMBINI è diretto dalla Maestra Emanuela Pangrazio e avvicina al canto i bambini fin dall'età prescolare. Le prove si svolgono ogni sabato alle ore 15,30. Il lavoro di questo coro culmina con 2 concerti seguiti indicativamente a dicembre e maggio.

Il CORO ADOLESCENTI E GIOVANI si impegna ad animare le celebrazioni eucaristiche ogni domenica alle 10,00. Le prove si svolgono ogni domenica alle ore 11,00.

La CORALE "SAN FAUSTINO" è diretta dal Maestro Ivan Buffoli ed è aperta agli adulti. Accompagna sovente celebrazioni solenni e prevede nel corso dell'anno alcuni concerti non solo in parrocchia ma anche in trasferta. Le prove si svolgono ogni lunedì alle ore 21,00.

VISITA IL SITO: www.coralesanfaustinobrescia.it
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Perché cantare???

Prima di rispondere a questa domanda facciamo un po' di storia...
La musica è sempre stata un elemento essenziale nella vita dell'uomo fin dai tempi più remoti. Essa infatti è uno strumento che tocca profondamente e intimamente l'animo umano permettendo al tempo stesso di spiegare e scatenare emozioni che a parole sarebbe difficile poter rendere, addirittura produce reazioni fisiche nei suoi fruitori in maniera a volte inspiegabile.
Il canto, vissuto come gesto espressivo dell'anima, è una bellissima occasione di profondità, comunione e libertà.
La musica infatti riesce a toccarci intimamente, anche perché risulta essere inafferrabile, impalpabile. Per questo fin dall'antichità è spesso stata strettamente correlata all'esistenza di entità superiori. Ancora oggi in alcune culture primitive la musica è lo strumento privilegiato di contatto con la divinità.
Un altro motivo rende la musica così affascinante e motiva il legame profondo tra essa e la sfera divina: per cantare è indispensabile emettere un respiro attraverso il quale le corde vocali vengono sollecitate e fatte vibrare. E cosa c'è di più vitale per qualunque essere vivente, se non il respiro?
Cantare a Dio, emettere quel respiro significa offrire a Dio stesso la propria vita. Il respiro è qualcosa di profondamente personale, una parte di noi che non potrà mai più essere ripresa. È sacrificare a Dio un po' di noi!
Cantare inoltre, comporta utilizzare più fiato e tempo di quello necessario per pronunciare la stessa cosa parlando normalmente: cantare è quindi dedicare consapevolmente tempo e vita al Dio che si ama.

 
 

Canta chi ama!

Il Cristianesimo fin dall'antichità è intriso di musica. E per l'importanza che la musica ha nella nostra vita e quindi all'interno della liturgia, essa è sempre stata al centro di accesi dibattiti soprattutto per il timore di cadere nel mero piacere dell'ascolto (dice S. Ambrogio che la musica è l'INCANTESIMO PIÙ POTENTE che si conosca), dimenticando il fine ultimo di esaltazione della Parola di Dio che essa deve avere. Si è così giunti alla conclusione della necessità di una musica sobria e comprensibile.
"Il canto ispirato spinge chi esegue e chi ascolta alla virtù. Se suonato con il plettro dello Spirito fa scendere sulla terra la dolcezza della musica del cielo." (Sant'Ambrogio).
Ma per meglio capire a cosa serve la musica all'interno della liturgia possiamo rifarci ad una citazione di S. Agostino il quale disse "Vuoi conoscere ciò in cui noi crediamo? Vieni a sentire ciò che cantiamo!" La musica nella liturgia ha il ruolo di dimostrare a chi la ascolta, la fede di chi la canta.
La musica considerata sotto tutti questi aspetti riscatta l'uomo dalla banalità. Le parole cantate acquistano una risonanza non solo acustica, ma spirituale perché l'organo principe della musica non sono le corde vocali, ma il cuore.
Il canto sacro è segno della supplica, della lode, della meditazione, dell'amore. Non cantare per cantare, non un freddo fatto tecnico, ma un'esperienza – quella del canto - che racchiude tutte le diverse espressioni dell'uomo e del suo essere. Il canto e la musica esprimono la comunità, favoriscono la fusione, danno fervore alla preghiera. Quest'ultima, nella celebrazione, "acquista una espressione più gioiosa, il mistero della sacra liturgia e la sua natura gerarchica e comunitaria vengono manifestati più chiaramente, l'unità dei cuori è resa più profonda dall'unità delle voci, gli animi si innalzano più facilmente alle cose celesti e la celebrazione prefigura più chiaramente la liturgia che si svolge nella Gerusalemme celeste".
Quando cantiamo non dobbiamo cantare bene perché stiamo facendo un concerto, dobbiamo FARE DEL NOSTRO MEGLIO PERCHÉ IN QUEL MOMENTO STIAMO DONANDO NOI STESSI A DIO E TESTIMONIANDO A CHI CI ASCOLTA CIÒ CHE DIO è PER NOI in un modo che riesce a raggiungere tutti indistintamente.
Il Concilio afferma che il canto non è solamente un elemento estetico nella liturgia; esso diventa un linguaggio privilegiato per la preghiera del cristiano (di ogni cristiano!).
Si canta perché, se l'eucaristia è esperienza di comunione, il canto è il linguaggio più forte che ci permette di fare comunione.
Esso permette a tutti i membri di una comunità di esprimersi: con le stesse parole, pronunciate rigorosamente nello stesso tempo grazie alla precisione del ritmo, cantate esattamente alla stessa altezza grazie alla nostra scala musicale fissa.
Inoltre quando si canta bene (con i cori preparati), si riesce ad uniformare anche i respiri.
Non esiste linguaggio che alla pari del canto riesca ad unire le persone fino a questo punto.

 
Parrocchia dei Santi Faustino e Giovita - Via S.Faustino 74 - Brescia
s.f.2016